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Obbligo Ape | Informazioni sulla certificazione più richiesta del momento

Le numerose agevolazioni fiscali erogate dal governo italiano negli ultimi tempi, spingono sempre più persone a chiedersi in quale circostanze ci sia l’obbligo APE.

Come per tutte le certificazioni, ci sono casi in cui la certificazione energetica è obbligatoria e altri in cui è possibile non presentarla.

Andiamo a vedere nello specifico cos’è esattamente l’APE e in quali circostanze il certificato APE è obbligatorio

Obbligo APE | Cos’è esattamente la certificazione APE?

L’APE (acronimo di attestato di prestazione energetica) è un certificato che viene redatto dopo un sopralluogo per descrivere le caratteristiche energetiche di un palazzo, un appartamento o una casa. Consente, quindi, di sapere esattamente com’è stato costruito un edificio dal punto di vista del consumo energetico e dell’isolamento termico.

Chi deve redigere l’APE? La certificazione energetica obbligatoria deve essere redatta necessariamente da un certificatore energetico, ossia un professionista accreditato che abbia competenze nel campo dell’efficienza energetica degli edifici.

Uno specialista addetto alla certificazione energetica obbligatoria, quindi, è un tecnico addetto alla progettazione di immobili, come un ingegnere, un architetto o un geometra

Il professionista che redige il certificato ape obbligatorio può essere considerato anche come una persona con una professione a sé stante.

è importante scegliere un certificatore abilitato per ottenere una certificazione APE obbligatoria, poiché questa figura ha responsabilità civili e penali molto importanti.

Sapevi che esistono due tipologie di APE?

L’arrivo del Superbonus, ovvero della nuova agevolazione statale che consente di migliorare l’efficientamento energetico di palazzi e appartamenti per mezzo di una detrazione pari al 110%, nasce l’APE convenzionale.

L’APE convenzionale è un tipo di certificazione energetica obbligatoria diversa dall’APE che solitamente viene utilizzata per compravendita o locazione. Le caratteristiche dell’APE convenzionale sono:

  • viene richiesta unicamente per il Superbonus 110%;
  • non è relativa ad una sola unità, ma è intesa come somma degli APE di tutte le unità di un edificio;
  • se l’appartamento ha accesso autonomo (Art. 119 D.L. Rilancio) è invece relativo a una singola unità;
  • non deve essere presentato all’Ente Regione, ma mira a valutare il salto delle due classi.

Obbligo APE | Scopri tutte le casistiche

L’obbligatorietà dell’APE convenzionale è prevista sia nella vendita/acquisto dell’immobile sia nel caso in cui vengano eseguiti:

  • Interventi di riduzione del fabbisogno energetico per l’impianto di riscaldamento di un edificio;
  • Installazione di pannelli fotovoltaici/pannelli solari;
  • Coibentazione dei solai e delle pareti di un edificio;
  • Sostituzione o modifiche sui serramenti;
  • Installazione di schermature solari di vario tipo.

È importantissimo conoscere anche tutti gli altri casi in cui il certificato APE tradizionale è obbligatorio.

  • In caso di permuta o rogito di immobili;
  • Affitto di edifici o immobili singoli;
  • Di fronte a donazioni (trasferimenti a titolo gratuito) ad eccezione di ereditarietà per successione;
  • Negli annunci di affitto o vendita di unità immobiliari;
  • Al termine della costruzione di nuovi edifici;
  • In caso di edifici pubblici con una superficie complessiva maggiore a 250 metri quadrati.
  • Quando si desidera firmare nuovi contratti o fare rinnovi di gestione degli impianti di climatizzazione.

APE quando non è obbligatoria

L’obbligo alla certificazione energetica non c’è per tutti i casi descritti dall’art.3 comma 3 del DLGS 192/2005: 

  • edifici agricoli o rurali che non siano residenziali e che sia sprovvisti di impianti di climatizzazione;
  • ruderi espressamenti dichiarati come tali nell’atto notarile;
  • fabbricati isolati* che hanno una superficie totale inferiore a 50 mq;
  • fabbricati industriali e artigianali che hanno impianti di climatizzazione esclusivamente per esigenze produttive;  
  • fabbricati in costruzione o privi di finiture e impianti tecnici dichiarati inabitabili o inagibili dal notaio al momento della compravendita;
  • luoghi di culto o adibiti ad attività religiose;
  • manufatti non inclusi nella definizione di “edificio” come previsto dall’art. 2 lett. a) del decreto legislativo.

*Vengono definiti fabbricati isolati strutture distaccate da altri edifici. Ad esempio, un monolocale di 49 mq situato in un condominio non è considerabile fabbricato isolato, mentre un cottage di meno di 50 mq situato in un campeggio è considerabile come fabbricato isolato.